Funerale laico

L'amore non muore

Funerale laico e funerale religioso

Diamo talmente per scontato che il funerale sia un rito religioso, che quando la persona che viene a mancare all’affetto dei cari è atea, non praticante o diversamente praticante, si da per scontato che il funerale non ci sia.

Purtroppo in effetti la cerimonia di congedo diventa spesso una formalità in cui nessuno si occupa delle emozioni vissute da parenti e amici, o dai desideri espressi in vita dal defunto.

Ma in realtà nulla vieta di farla diventare invece una Cerimonia coinvolgente ed emozionante: un vero e proprio

“Il giorno del mio funerale voglio che a tutti i presenti sia offerta una fetta della mia famosa torta di mele!”

Alcune persone immaginano con dolcezza il momento in cui verranno ricordate. Nulla è fuori luogo se fatto con amore.

Non ci sono parole per descrivere il dolore che ci pervade quando perdiamo una persona amata. Farlo degnamente, onorando la sua memoria e circondati dalle persone che per lui erano importanti è, più che un atto dovuto, un conforto per l’anima e l’inizio dell’elaborazione della separazione.

Funerale laico: a chi è rivolto?

Per quanto questa scelta, a molti, possa ancora risultare nuova, in Italia esistono società che si occupano di funerale laico  dalla fine del 1800. Questa cerimonia è rivolte a tutte le persone che in vita non seguivano una religione che già prevede delle celebrazioni specifiche o che semplicemente ne abbiano manifestato il desiderio. E’ possibile prendere accordi e disporre delle proprie volontà, affidandosi ad un notaio o ad un’associazione senza scopo di lucro che ne faccia le veci, in materia di commiato, cremazione e dispersione. In mancanza di indicazioni specifiche in merito saranno i parenti più prossimi a scegliere ciò che, presumibilmente, sarebbe piaciuto allo scomparso.

In Italia è presente la FIC, Federazione Italiana per la Cremazione, un’associazione di promozione sociale che riunisce le società di Cremazione (So.Crem) presenti nel nostro paese con oltre 40 sedi. Operano il rispetto della dignità dell’uomo e del dolore dei congiunti per l’osservanza della volontà della persona in relazione alle decisioni di fine vita e per l’ampliamento delle libertà individuali nell’ambito della dimensione sociale e collettiva. Per informazioni in merito  https://www.cremazione.it/

Funerale laico: cosa e quando è possibile celebrare?

Ci sono diversi momenti che possono essere  celebrati, come occasione di saluto o ricordo.

-Prima della sepoltura o della cremazione.

-Prima della partenza del feretro per un’altra destinazione

-Dopo la sepoltura o cremazione

-Alla consegna delle ceneri.

-In una data cara alla famiglia

Dove è possibile celebrare un Funerale laico?

I funerali laici possono essere svolti in casa, in una sala del commiato o all’aperto. Quale sia la soluzione migliore dipende dal tipo di cerimonia, il numero di persone coinvolte, la stagione e dai vostri desideri.

Spesso i tempi tecnici molto stretti non consentono di organizzare, avvisare e riunire tutti per un momento celebrativo subito dopo il decesso. Superate le incombenze pratiche e burocratiche della sepoltura o della cremazione, con calma, prendendosi il tempo e lo spazio necessari, si potrà trovare un luogo e i modi adatti per ricordare degnamente chi ci ha lasciati con un commiato laico. Soprattutto quando non si è in presenza del corpo non ci sono limitazioni nella scelta.

Che Musica è adatta ad un Funerale laico?

La musica non è mai invadente e ha diverse funzioni di accompagnamento durante un funerale laico:

-riempire i momenti di attesa

-creare uno spazio tra i vari momenti

-Fare da sottofondo durante le letture

-Accompagnare i gesti

-Concludere in modo delicato e significativo

Trovare le parole giuste…

Durante un funerale laico ci si prende il tempo per ricordare il defunto con parole ricche di significato.

Il testo più importante solitamente è quello che ripercorre la vita del defunto. Può essere scritto direttamente dai familiari, da un amico o elaborato dal celebrante con le indicazioni ricevute. Altri testi possono contenere informazioni, per esempio su ciò che è stato stabilito per i giorni successivi o a chi verranno devolute eventuali donazioni.

Al termine possono essere fatti ringraziamenti e saluti a tutti gli intervenuti.

Letture

Per arricchire e dare una connotazione particolare al funerale laico è consigliabile scegliere testi poetici, spirituali o brani amati dal defunto. Se lo desiderate possono esservi offerti spunti di letture significative tra cui scegliere. Anche una lettera o una poesia scritti da colui che verrà ricordato possono aiutare  ad evocarne il ricordo. La lettura può essere affidata al celebrante o a chi abbia il piacere di farlo.

Interventi delle persone care

Sempre molto graditi gli interventi di persone che desiderino dare il proprio contributo al funerale laico ricordando momenti condivisi. Si suggerisce di far pervenire i testi in anticipo tramite e-mail, così da poter essere organizzati, stampati e inseriti nel libro della cerimonia. In questo caso sarà anche possibile delegarne la lettura nel caso l’autore fosse troppo emozionato per farlo.

Libro della cerimonia

Quando il tempo lo consente l’intera cerimonia, contenente tutti i testi, gli interventi e le musiche scelte, viene fatta stampare e rilegare. Verrà utilizzata dal celebrante durante il funerale laico e successivamente consegnata alla famiglia come ricordo. Se la cosa fosse gradita è possibile prevedere qualche pagina bianca dove i presenti possano lasciare una frase di ricordo e saluto.

 

Un po’ di storia

Sin da remote epoche preistoriche si hanno tracce di riti funebri: i cadaveri collocati in determinate posizioni, ornati, dipinti, forniti di cibo o di oggetti d’uso attestano forme rituali di comportamento nei confronti del defunto. Nelle diverse civiltà tale tipo di riti si presenta con una varietà estrema. Essi prendono inizio spesso già al momento del decesso, o durante l’agonia. Prima delle esequie può aver luogo il lamento funebre, la vestizione della salma e la veglia. Alcuni popoli di interesse etnologico, come pure il folclore europeo, conoscono anche offerte di cibi e bevande al morto prima dei funerali. Le esequie possono avere forme varie; la loro necessità, sentita in quasi tutte le culture è motivata ora dal punto di vista del defunto che altrimenti non troverebbe la propria pace o la via dell’aldilà, ora dal punto di vista dei vivi che si preoccupano di allontanarsi dello spirito del morto o degli influssi nefasti. Riti di vario genere accompagnano i funerali stessi: la salma può essere allontanata dalla casa attraverso un’uscita speciale; lamenti e parole di congedo possono aver luogo presso la tomba. Dopo i funerali seguono altri riti, anzitutto purificatori. Ugualmente dopo i funerali (a una distanza variabile, secondo le tradizioni, di ore o di giorni) si svolge il banchetto funebre; il luogo può essere adiacente alla tomba, ma anche in caso diverso il morto è di solito considerato presente e partecipe alla festa. In molte civiltà, anche in quella omerica, gare, agoni, combattimenti rituali completano i funerali; altrove si hanno danze mascherate, scene mimiche. Lamento, banchetto, agoni possono essere ripetuti periodicamente assumendo carattere di commemorazione.Dei riti funebri largamente intesi fanno parte anche le diverse usanze di lutto. I congiunti del morto sono soggetti a vari tabù. Di questi si conserva la sostituzione del normale modo di vestirsi con abiti dalle fogge o dal colore specifici. Nel folclore religioso europeo i riti funebri rappresentano una rete di assicurazione dell’intero gruppo (villaggio, paese) contro il trauma determinato dall’evento di morte, intensamente sentito dalla comunità. Hanno questa funzione: il pranzo offerto da parenti e da amici, spesso per più giorni, alla famiglia colpita dal lutto; la lamentazione funebre fatta dai parenti o da piagnone prezzolate (prefiche); i tempi di lutto riguardante gli abiti, con varianti in rapporto al vincolo di parentela con il defunto; gli usi di assicurare al defunto il passaggio nell’aldilà riponendo nella bara monete e pane; il considerare il defunto come ‘cadavere vivente’ per alcune ore o giorni successivi alla morte, con conseguente affidamento a lui di messaggi per altri morti a mezzo di lettere o oralmente.

L’etnologo francese R. Hertz, in un celebre saggio (Contribution à une étudesurlesreprésentationscollectives de la mort, 1907), affermò che lo stato del lutto non è prodotto di emozioni ‘naturali’, bensì di rappresentazioni collettive. Questa argomentazione consente di rispondere al perché il lutto sia vissuto in modo così diverso (per durata, intensità, rispetto delle norme) dalle varie società umane. I tabù che caratterizzano la condizione di lutto e che ne controllano ritualmente la pericolosità simbolica sono spesso di natura alimentare. Altre volte, come avviene in numerose società rurali europee, si tratta di divieti che impediscono la preparazione stessa del cibo da parte dei più stretti parenti del morto e che, pertanto, mettono in atto un complesso circuito di scambio di prestazioni consolatorie. Emerge qui con chiarezza un aspetto importante del lutto e dei riti funebri: il controllo dell’evento funesto della morte, della sua forza disgregante, e la necessità culturale di far fronte a tale forza, attraverso gesti, pratiche, credenze in grado di rielaborare il senso dell’esperienza individuale e sociale dei sopravvissuti, ritessendo nello stesso tempo le maglie stesse del tessuto sociale intaccate dall’evento della morte

Fonte- Enciclopedia Treccani

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